A settembre arriva il nuovo iPhone?

iphone 6Secondo le indiscrezioni diffuse da diversi giornalisti negli USA la Apple dovrebbe presentare il nuovo iPhone 6 entro settembre. Sulle novità dell’attesissimo smartphone che arriverà in Autunno non si sa molto: dovrebbe avere uno schermo più largo, con due versioni, una da 4,7 a 5,5 pollici. Da alcune foto “rubate” pubblicate da un blogger australiano che però non si dice sicuro al 100% sulla loro affidabilità si vede un iPhone molto più sottile dei precedenti e più arrotondato: il 5,5 pollici sarà quindi un vero e proprio “phablet”, il formato a metà tra tablet e telefonino che sta diventando una tendenza e che è tra le linee di punta della principale concorrente di Apple: Samsung. Una mossa per aggredire il mercato cinese, visto che nel Celeste Impero il 40% degli smartphone venduti ha schermi superiori ai 5 pollici.

Sulle altre caratteristiche del prodotto non ci sono molte altre notizie, tranne che dovrebbe essere più fluido e veloce, con un processore A8 più potente, altri ruomors parlavano del logo Apple illuminato, una novità estetica ma non certo fondamentale. A corroborare l’ipotesi di un lancio sul mercato a breve c’è il magazine taiwanese Economic Daily che ha fatto sapere che la Foxconn sta assumendo 100.000 nuove persone in Cina, proprio per far fronte all’assemblaggio dell’iPhone (il 70%  della produzoione dipende dalla Foxconn).  A parte la data di presentazione, 9 settembre, confermata dal sito normalmente affidabile recode.net, non si sa quando ci sarà la commercializzazione ed in quali Paesi partirà. La controversia sul lancio continua in quanto secondo MacRumors, al meeting interno degli Apple Store era stata annunciato il lancio il 16 settembre e la commercializzazione ad ottobre.

Nel frattempo in Cina qualcuno ha già creato e messo in commercio un iPhone 6 tarocco: con il prezzo di 200 dollari ed Android modificato per sembrare iOs. Qualcuno lo ha anche provato cone si vede in questo video.

Tra annunci ufficiosi, voci di corridorio, pettegolezzi e smentite, almeno siamo sicuri di una cosa: l’iPhone 6 è imminente e sicramente per Natale sarà già lanciato su tutti i principali mercati, anche se su forma, hardware e funzionalità…è meglio non seguire le indiscrezioni ed aspettare prima di far diventare oggetto del desiderio qualcosa che ancora non conosciamo!

 

1694 days ago

Gli aerei pugliesi che fanno impazzire il mondo

primeChe l’Italia continui a produrre grandi menti ingegnose, creative ed innovative lo sappiamo già, che purtroppo queste menti nel 90% dei casi o rimangono inespresse o devono andare via per sfruttare pienamente i loro potenziali sono tristi realtà. Eppure ci sono storie a lieto fine. Immaginatevi per il momento che nell’Italia peggiore dai tempi della seconda guerra mondiale, in una crisi economica che è diventata crisi politica, sociale, culturale e di identità due ragazzi vi fermino per strada e vi dicono: vogliamo costruire aerei 100% in policarbonato, componibili, e farlo in Puglia.

Le reazioni sarebbero varie: cos’è il policarbonato? Ma il policarbonato non è quello con cui fanno racchette e mountain  bike e tu ci fai gli aerei? Chi ve li da i soldi? In Italia? Al Sud? Siete pazzi?

Eppure Luciano Belviso ed Angelo Petrosillo, un ingegnere amante degli aerei ed un umanista amante del business, amici sin dai tempi della scuola, ci sono riusciti. Uno dei pochi casi, tra l’altro, in cui dei giovani ce l’hanno fatta non con una App o un Social Network ma creando oggetti concreti e complessi che stanno conquistando il mondo. La loro storia inizia quando da Parigi partecipano ad un bando della Regione Puglia e vincono 25 mila euro a fondo perduto. L’idea iniziale era quella di mobili di design in policarbonato ma poi l’idea diventa più ambiziosa: vogliamo fare aerei. Costruire velivoli è molto più complesso che tavoli e pareti attrezzate, ed hanno bisogno di capitali: provano a bussare alla porta di decine di istituti finanziari ma la risposta è sempre no, finché un giorno si incontrano per le strade di Monopoli con Vito Pertosa. Angelo ha il coraggio di fermarlo mentre cammina e di spiegargli le cose come stanno. Pertosa è uno dei più grossi imprenditori pugliesi, leader nella produzione dei treni diagnostici, crede nello spirito dei ragazzi e li finanzia.

Pertosa ci ha visto giusto ed ora Angelo e Luciano sono due esponenti del Made in Italy pronti a fare la storia, mentre i grandi nomi finiscono spesso nelle mani di fondi di investimento o di imprenditori stranieri, questi due ragazzi sono il futuro dell’imprenditoria e dell’Innovazione. Producono un tipo di piccolo aereo (per privati) chiamato Prime che è il più veloce, il più leggero e quello che consuma meno, eletto nel 2013 da una prestigiosa rivista tedesca del settore come “Miglior Aereo al Mondo nella sua categoria”.

I due ragazzi, ora trentenni, gestiscono la Blackshape una azienda in espansione, con vendite in aumento, 70 dipendenti, un asilo nido aziendale con orari flessibili, alternanza tra uomini e donne nei ruoli di responsabilità, ed eventi cui partecipano ogni sei mesi i migliori talenti delle facoltà di ingegneria di tutta Europa. Il loro prossimo obiettivo è quello di produrre l’aereo più ecologico al mondo ma Angelo ha anche portato sui tavoli del Governo una proposta di legge per favorire lo sviluppo di piccole aziende altamente tecnologiche.

Anche l’Italia ha i suoi Steve Jobs.

1697 days ago

Ecco come le piante ci daranno energia

01_bio-photovoltaicAvevamo parlato nello scorso articolo, che descriveva alcune sfide tecnologiche da risolvere nell’immediato futuro, del biofotovoltaico: non vorrei essere monotono ma vale la pena di approfondire questo sistema che potrebbe guidarci verso un futuro migliore, fatto di  grandi aree verdi che oltre a rilassarci, ridurre l’inquinamento ci daranno anche energia elettrica.

Il biofotovoltaico infatti è l’insieme di quelle tecnologie atte a trarre energia dagli esseri viventi, esattamente usando l’energia chimica (che tutti gli esseri viventi, anche noi usiamo) in energia elettrica: un poco come quell’esperimento che abbiamo visto tante volte da bambini mettevamo dei fili in un limone e si accendeva la calcolatrice. Da quel tempo che non sembra nemmeno tanto lontano (se si conta per quanti secoli l’unica energia erano il fuoco, i muscoli, l’acqua ed il vento per mulini e navi e poco più) abbiamo fatto passi da gigante.

Ed uno di questi grandi passi è stato fatto da degli studenti del Campus di Valldaura dell’Institute of Advanced Architecture, a Barcellona. I brillanti studenti che rispondono ai nomi di Apostolos Marios Mouzakapoulos, Pablo Marcet, Aswini Mani, Akanksha Kargwal hanno creato un pannello biofotovoltaico che usa dei batteri presenti nel  terreno che tramite gli scarti della fotosintesi dei vegetali trasmettono elettroni ad un anodo ed un catodo. Il progetto a vederlo n0n sembra eccessivamente costoso, anzi sembra qualcosa che possa essere usato da subito dato che si basa su una struttura in polistirene, fatta come un diagramma di Voronoi, una struttura particolare a celle, che permette di avere lo spazio sufficiente per allogiare batterie, terra e radici. Il polistirene viene ricoperto di gomma e resina epossidica, per diventare resistente ed impermeabile, e successivamente vengono aggiunte le parti elettroniche, il terreno ed il vegetale. Nel progetto degli studenti si è usato muschio, ma si può usare qualsiasi pianta, anche commesitibile. Il tutto è fatto per massimizzare spazi e voltaggio prodotto, grazie alla particolare forma di Voronoi, e può essere modificato su misura a seconda di dove e come voglia posizionarlo l’utente.

schema biofotovol Il progetto inoltre include un sistema automatizzato che controlli la produzione di energia, l’irrigazione, il terreno ed i valori che influenzino la crescita delle piante.

Insomma, aldilà del lavoro progettuale che ha portato a questo pannello, pensare ad una produzione  (la struttura usa materiali economici e comuni, non certo polimeri speciali o metalli rari, e può essere stampato con stampanti 3D ed il montaggio non è particolarmente complesso una volta pronta la struttura) non è certo un traguardo difficile.

Che questi studenti abbiano fatto un passo avanti verso una rivoluzione solare verde?

1781 days ago

4 sfide tecnologiche e scientifiche dell’immediato futuro

Come sappiamo il progresso e la prosperità nella nostra società umana si basano fondamentalmente sul principio di soddisfare necessità. Siamo abbastanza bravi a moltiplicare le nostre necessità man mano che ne soddisfiamo altre, spesso facendo in modo che ogni nuova soluzione porti con sé dei problemi che dobbiamo trovarci a risolvere.

Basti pensare a come abbiamo consumato le risorse energetiche e siamo adesso nella perenne ricerca di rinnovabili, o come l’aumento della durata della vita ci abbia portato a dover sfidare malattie ed acciacchi e sopratutto a vivere nel terrore di rughe e perdita di denti e capelli.

Su questo principio possiamo analizzare quali sono le sfide del futuro che sono allo stesso tempo sia tecnologiche che imprenditoriali.

1. Fotovoltaico Low-Cost

bio-fotovoltaicoNonostante i molti anni di sviluppo, fabbricare ed installare impianti fotovoltaici ha ancora dei costi elevati, anche in termini di resa, per essere una soluzione applicata sul larga scala, sopratutto in Paesi poveri che però geograficamente si trovano in zone in cui beneficerebbero al massimo dell’energia solare. Al momento sono alla prova diverse soluzioni: si parla del biofotovoltaico, che trasforma l’energia chimica delle piante in energia elettrica, senza bisogno di costruire i “pannelli”, ma solo di economiche (e molto più estetiche piante). Una soluzione che se implementata bene finalmente ci porterà ad avere un mondo più verde, con l’aria più pura e tanta energia elettrica. Altre alternative sono i pannelli ultrasottili “stampabili” recentemente sviluppati in Australia, che attendono la prova della produzione di massa. Ancora non è detta l’ultima parola,

2. Abbattere il digital divide

Il 40% degli italiani ne sa qualcosa: avere una ADSL decente in aree rurali, di montagna, in piccole isole o semplicemente in cui ci sono pochi abitanti per giustificare gli investimenti delle compagnie è molto difficile. Sopratutto avere una ADSL decente, funzionante e non carissima. Dal WiMax ai palloni wi-fi di Google, ancora non c’è una soluzione che risolva tutti i problemi. Chi troverà la risposta?

3. Tecnologie Anti-Age

Alimentazione, stile di vita ed attività fisica sono le tre chiavi per invecchiare bene e vivere a lungo lontani da acciacchi e malattie, ma ci sono tanti motivi, economici, personali (pigrizia e vizi) o lavorativi per i quali uno non può vivere una vita da salutista. Cosa fare quindi per migliorare la qualità della vita dopo i 50? Tra chirugie, integratori, staminali e tante altre diavolerie stiamo parlando un settore in cui ci sono tanti investimenti e che vale oro.

desalinizzare4. Manca l’Acqua

L’accesso ad acqua potabile per bere e per lavarsi sarà un problema nell’immediato futuro. Tanti hanno profetizzato le prossime guerre per l’acqua, e la recente notizia che ad esempio il 60% delle acque cinesi sono inquinate pesantemente, non fa sperare bene per il futuro. Le tecniche agricole intensive hanno già fatto danni in diversi Paesi (come in Australia) e la soluzione più facile da pensare è quella di usare acqua di mare desalinizzata. Gli impianti di desalinizzazione sono ancora però molto costosi e non efficienti da applicare su larga scala per soddisfare ad esempio il fabbisogno di una città. Una tecnologia datata che però va messa a punto.

 

1793 days ago

Facebook compra Whatsapp: l’inizio di una guerra per il controllo delle App?

fbwtappFacebook ha concluso quello che è stato definito “accordo definitivo” per l’acquisto del servizio di instant messaging WhatsApp, per un valore di circa 14 miliardi di euro. Questo prezzo, che per molti è esorbitante rispetto alla qualità ed alle opzioni di sicurezza questionabili offerte da WhatsApp, è il più caro pagato da Facebook nel suo shopping tecnologico di App. Facendo un calcolo Facebook ha speso 42 dollari per ogni utente di Whatsapp.Lo stesso Mark Zuckerberg ha comunicato ai 55 dipendenti di Whatsapp, che non aveva nemmeno una sede fissa, di essere stati acquisiti in quello che si considera l’acquisto più caro della storia delle Applicazioni. Facebook ha consolidato la sua posizione nel mercato dei dispositivi mobili, acquisendo i 430 milioni di utenti di Whatsapp. Un consolidamento che include “nel pacchetto” milioni di numeri di telefono, contenuti condivisi e dati di localizzazione aldilà di quelli già posseduti dagli utenti di Facebook. Si tratta di un controllo enorme delle informazioni ed un grande potere pubblicitario. Una mossa strategica che rappresenta un bel passo avanti nella “guerra” contro Google, che interessata al servizio di Instant Messaging è stata bruciata sul tempo da una offerta…che non si poteva rifiutare.
I benefici economici diretti invece non saranno molti: per contratto infatti Facebook non può apportare modifiche sostanziali a Whatsapp ed al suo modello di business, quindi costo annuale contenuto e niente pubblicità sull’App.

Gli utenti sono spaventati da questa mossa, che contro le dichiarazioni di Acton e Kum, creatori di Whatsapp, è stato assorbito da un Social Network (loro avevano detto che non avevano intenzione di trasformarsi in una rete sociale, ne inserire pubblicità o giochi ed estensioni all’App) e difatti all’indomani dell’acquisto, migliaia di utenti, delusi o spaventati che fossero, hanno abbandonato Whatsapp per passare a Telegram, il nuovo instant messaging del momento che sembra garantire maggiore privacy di Whatsapp.

Il panorama delle App sembra gonfiarsi come una specie di bolla speculativa di App che crescono per poi finire in mano a pochi gruppi che se le contendono (Facebook e Google in primis, a cui si aggiungono Microsoft e Yahoo) a prezzi esorbitanti. Il mercato delle App mobili che offrono servizi di messaggistica e chiamate in voip è molto conteso. La guerra è iniziata con l’acquisto di Skype da parte di Microsoft, e proseguita in varie tappe da nuove app e nuovi tentativi dei grandi gruppi di sbaragliare la concorrenza. Facebook aveva già provato il colpo grosso qualche mese fa con Snapchat, applicazione non così popolare come Whatsapp ma utilizzatissima dagli adolescenti soprattutto negli States per scambiarsi “selfies”: la prerogativa di Snapchat è che i messaggi si “autodistruggono” quindi evita problemi di privacy e di foto compromettenti che finiscono sulla rete (anche se anche questo sistema si è dimostrato non proprio così efficiente come sembra). Il creatore, Evan Spiegel, ha rifiutato 3 miliardi di dollari, forse per questo Facebook su Whatsapp non ha voluto sbagliare “sparando in alto” per evitare di incassare un altro no.

Sul mercato rimangono comunque molte applicazioni simili che hanno la loro fetta di utenti: la già citata Telegram, WeChat, Kik, Line, Viber… Chissà cosa accadrà…sicuramente sarà una guerra senza esclusione di…assegni!

1852 days ago