Arriva il registro elettronico in Italia: la scuola si fa più tecnologica?

registro elettronicoL’Italia ha molto da fare per superare il gap culturale e tecnologico che la separa dagli altri Paesi industrializzati e molto deve iniziare dalle scuole. Nel decreto di razionalizzazione della spesa pubblica voluto dal Governo Monti sono state introdotte iscrizioni e pagelle online ed il registro elettronico, ufficialmente obbligatorio da settembre.

Una misura utile a svecchiare il Paese riducendo la dipendenza dalla carta e da forme di archiviazione obsolete che rendono complesse e lunghe le operazioni di ricerca a recupero dei dati.

L’arma favorita dagli insegnanti, il prezioso alleato delle giornate dietro la cattedra, in cui annotare assenze, presenze, voti, note e orari deve lasciare spazio ai nuovi venuti: software su pc e tablet che renderanno obsolete carta e penna. Certo ai nostalgici alunni delle epoche passate suonerà un poco triste pensare che i nostri figli non vedranno quel librone temuto da tutti gli studenti che stavano bene attenti a non finirci sopra accompagnati da una nota, un brutto voto o un assenza ingiustificata.

Sicuramente però fino alla reale applicazione del decreto ed alla scomparsa definitiva del registro cartaceo c’è ancora molto tempo. In Italia tantissime sono le scuole che non sono connesse ad internet e molte altre che non hanno neppure un computer o postazioni fisse in aule informatiche che rendono impossibile l’uso del registro elettronico durante le normali attività didattiche di ogni giorno. In questo modo si pensa che si arriverà a proroghe e compromessi transitori, anche perchè vista la mancanza di fondi degli ultimi tempi, dubito seriamente che lo Stato investirà in un ammodernamento generale delle scuole. Al massimo si incoraggeranno gli insegnanti a munirsi di portatili o tablet e di software, con qualche sconto sull’acquisto o rimborso. L’importante però è non abbandonare poi gli insegnanti a se stessi: ci vuole formazione per aggiornare quelli rimasti più indietro nel tempo e per stimolare la curiosità dei più nostalgici della carta.

A onor del merito i pionieri non mancano: in una indagine fatta su un campione di 200 dirigenti scolastici il 20% ha dichiarato di stare sperimentando nella sua scuola il nuovo sistema. Non mancano nemmeno i dati stridenti: c’è un 30% che elogia la semplicità di utilizzo del software ed un 15% invece  che lamenta il problema opposto: troppo complicato.

I contrari al cambiamento del resto hanno buone ragioni: nelle scuole italiane ci sono diversi problemi come la mancanza di biblioteche, supporti didattici costosi  a carico delle famiglie, strutture inadeguate, classi affollate…forse bisognerebbe destinare più fondi all’educazione e migliorare le Scuole Italiane prima di introdurre il registro elettronico. Anche se da qualcosa bisogna pur cominciare…

 

Vincenzo Romano

Da anni freelance nel settore della comunicazione e del marketing sia offline che online, con diverse esperienze in diversi campi dagli eventi ai social media, dalle relazioni pubbliche al copywriting. Da piccolo voleva fare l'archeologo, da grande lo scrittore. Seguimi su e Pinterest.

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2061 days ago