Gli smartphone del 2023

i cellulari del futuro saranno tutti flessibili

Vi siete mai chiesti come saranno gli smartphone del prossimo decennio? Se guardiamo un film degli anni 50 o 60 in cui si immaginavano il 2000 come pieno di macchine volanti e pianeti colonizzati ci viene da ridere, ma è certo vero che negli ultimi 20 anni la nostra tecnologia ha preso una accelerata che prima non aveva: forse i nostri veicoli sono alquanto antiquati, ma almeno l’elettronica è sempre più futuristica!

Proviamo ad immginare l’evoluzione dei prossimi smartphone alle base delle conoscenze tecniche attuali: ciò significa che in teoria questi smartphone sono fattibili già adesso, solo che manca un miglioramento dei processi di produzione di determinate parti, o di trasformazione o ricerca di determinati materiali in modo che non costi cifre enormi produrre una sola unità.

La tecnologia chiave conosciuta da anni e appena messa in campo per produrre televisori, si chiama OLED, cioè diodi ad emissione luminosa organica. Questi diodi non avendo bisogno di una luce dietro che li illumini dato che si illuminano con ogni semplice impulso elettrico, permettono la creazione di schermi ultra piatti e flessibili su matrici di derivati del carbonio, come il grafene.

Proprio il grafene, altro materiale del futuro, derivato “improbabile” della fragile grafite che compone le nostre matite, permetterà di creare oggetti ultra leggeri, ultra sottili ma super resistenti: dimenticate quindi telefoni che si rompono e schermi che si scheggiano con un piccolo colpo o caduta, gli smartphone del futuro potrete addirittura accartocciarli o avvolgerli su se stessi. È possibile che la stessa inferfaccia utente non risponderà solo ai “tocchi” come nei moderni schermi touch, ma anche ai modi in cui lo schermo verrà ripiegato o accartocciato. I nostri smartphone nel 2023 quindi saranno indistruttibili, con schermi leggeri però ad alta qualità visiva. La Nokia sta collaborando attivamente con i fisici premi Nobel che hanno scoperto il grafene ed hanno già creato prototipi di smartphone sottili come fogli di carta. Come vedete non è fantascienza, manca solo la capacità di produrne in scala a costi ridotti.

La miniaturizzazione di tecnologie prima dispendiose in termini di spazio permetterà di dotare gli smartphone di microproiettori per vedere video ed immagini: esiste già un prototipo di CTX Technologies che permette di proiettare sotto di uno smartphone una tastiera laser e uno schermo di 80 pollici sopra. Una comodità enorme per quanto piccola nelle reali dimensioni fisiche.

Il concept del Nokia Morph, smartphone in grafene del futuro basato sulle nanotecnologie presentato da Nokia, prevede altre capacità come una alimentazione da energia solare grazie a uno speciale rivestimento, che lo renderà anche idrorepellente, idropulente e capace di rendere tridimensionali al tocco gli oggetti dello schermo. Forse queste tecnologie tarderanno più di dieci anni in svilupparsi, ma sicuramente mentre si perfezionano le nanotecnologie necessarie, avremo già dispositivi leggeri, piattissimi e robustissimi, con micro proiettori e grazie allo sviluppo delle tecnologie di trasmissione dati e di connessioni semre più veloci, con intelligenze artificiali “superiori” capaci di interagire perfettamente tramite comandi vocali non solo con tutta la rete “cloud” ma anche con altri apparati collegati all’internet delle cose: frigoriferi, forni, riscaldamenti, auto, allarmi…

Niente male se pensate che probabilmente dovremo aspettare meno di 10 anni!

Vincenzo Romano

Da anni freelance nel settore della comunicazione e del marketing sia offline che online, con diverse esperienze in diversi campi dagli eventi ai social media, dalle relazioni pubbliche al copywriting. Da piccolo voleva fare l'archeologo, da grande lo scrittore. Seguimi su e Pinterest.

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2266 days ago