Il futuro è digitale: 5 tecnologie dal Miraikan

Quella che si sta verificando da almeno 10 anni a questa parte è una vera e propria rivoluzione tecnologica. Prima che ce ne rendessimo conto tutto è diventato digitalizzato, tutto è tecnologia. Nella realtà virtuale di internet, il nostro valore e il nostro significato si esaudiscono nel rappresentare un nodo parte integrante di una rete globale, che ci unisce e ci individualizza allo stesso modo; ma ci permette di comunicare e agire in tutti le modalità possibili e senza barriere spaziali o temporali.

miraikim

Il futuro è digitale, ed è proprio questa la direzione di progresso tecnologico in cui ci stiamo muovendo. Ma, come italiani, lo facciamo molto più lentamente di altre parti del mondo. Direttamente dal Giappone nel quartiere artificiale di Odaiba, a Tokyo, c’è il MiraikanMuseo delle Scienze Emergenti.

La curatrice del museo, Maholo Uchida, cura un progetto di ricerca chiamato “Songs of Anagura” il cui scopo è dimostrare come le tecnologie funzioneranno in un mondo post device, ossia senza più cellulari o table, studiando la rilevazione, l’analisi e la manipolazione delle informazioni che riguardano i nostri movimenti nello spazio.

All’interno del Miraikan è possibile visitare e interagire questo particolare microcosmo formato da 5 stazioni tecnologiche; ognuna rappresenta un’area di sviluppo per le tecnologie dei prossimi decenni.

  1. La prima si chiama Nagame, che significa prospettiva. Lo scopo di questa tecnologia è quello di mappare digitalmente lo spazio in 3D; in modo da poter avere una piena visione di tutto ciò che succede, in un eventuale città o metropoli. L’unica perplessità è attinente al tema privacy: in una visione così completa della realtà, bisogna sempre pensare alla tutela dell’individuo.
  2. La seconda stazione si chiama Ido, che significa il Movimento. Questa tecnologia si occupa di rilevare tutti movimenti di qualsiasi persona o oggetto. Questi movimenti vengono tracciati attraverso il laser : basta solo possedere uno smartphone.
  3. La terza stazione si chiama Ikitoiki, che significa Il Respiro. Lo scopo è quello di misurare la nostra condizione biometrica, attraverso l’analisi del nostro corpo e anche e persino del nostro umore. Ma come è possibile ottenere queste informazioni? Fondamentalmente grazie a 2 fattori: la nostra voce, e i sensori; capaci di misurare diversi fattori quali: sudorazione, esercizio fisico, pressione sanguigna, pulsazioni etc.
  4. La quarta stazione si chiama Wakaranu, che significa L’Anonimità. Fondamentalmente è una tecnologia che si occupa della gestione dell’anonimato, elemento fondamentale per la riuscita di tutto l’intero progetto. I dati rilevati riguardo alle persone, infatti, sono molto sensibili e hanno bisogno di un’adeguata gestione per mantenere la sicurezza dei cittadini.
  5. La quinta è ultima stazione si chiama Shiawase, che significa La Felicità. Il sistema, attraverso la rilevazione di tutti i dati dei 4 step precedenti, ultima il quadro generale e fa un sunto della situazione sotto forma di canzone. E’ un modo per mostrare ai visitatori del museo come la loro breve storia, durata solo 20 minuti, viene fluidificata in uno storytelling.

Queste tecnologie sono destinate a cambiare la società. Tutti gli approcci alla vita sarebbero diversi: a cominciare dal lavoro, dalle relazioni interpersonali, continuando per il commercio, le autorità, la burocrazia! Ma soprattutto la nostra soddisfazione in quanto “clienti”. Conoscendo il nostro stato “psico fisico” attraverso la rilevazione dei dati sensibili descritti, la tecnologia stessa ci indicherà tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Anche mentre stiamo camminando per strada.

Un cambiamento di vita troppo radicale? Beh sicuramente si. Sarà positivo o negativo? Lo scopriremo solo vivendo!

luca valente

Blogger, copywriter, markettaro, divoratore di informazioni e sogni. mi chiamo luca valente e mi occupo di posizionamento sui motori dir ricerca. Secondo le definizioni tanto di moda nel mondo business sarei un consulente marketing. Io preferisco dire che aiuto le aziende a ottenere di più. Non è abbastanza?

More Posts

Follow Me:
TwitterGoogle Plus

3358 days ago