Green It: si parte dal software o dall’hardware?

La ricerca di cui ho estratto alcune indicazioni per questo post risale alla primavera scorsa, e quindi qualche mese prima che si scatenasse la tempesta finanziaria che ha portato all’attuale crisi economica globale. Quindi dati da prendere con la dovuta cautela ma anche dati che confermano e smentiscono alcune tendenze relative al rapporto fra infrastrutture It e eco sostenibilità.

L’indagine condotta da Echo Research (per conto di Ca) ha avuto per campione 250 Cio di aziende americane e inglesi di medio grandi dimensioni. Il primo dato che segnalo è il seguente: la maggior parte degli intervistati ha assicurato come le strategie It delle rispettive organizzazioni di appartenenza prevedono già l’implementazione di soluzioni ad alto rendimento energetico e di strumenti di automazione dei sistemi adottati per incentivare iniziative ecologiche. E fin qui nulla di nuovo.

Il secondo spunto di riflessione è questo: nonostante molte imprese sostengano di voler passare al green It per salvaguardare l’ambiente, la ricerca dice che il fattore eco sostenibilità è secondario in quanto i principali driver che inducono all’adozione di tecnologie verdi sono di natura economica e riguardanti le responsabilità nei confronti dell’azienda. Ed anche questo è qualcosa di già sentito.

Vengo allora a quella che ritengo un’importante chiave di lettura del fenomeno dei data center verdi. Stando all’indagine di cui sopra, i responsabili It si stanno accorgendo che la sostituzione delle risorse hardware esistenti con tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico comporta spesso costi proibitivi, mentre l’implementazione di software dediti a migliorare l’efficienza di server e sistemi vari stressati da una crescente necessità di capacità elaborative può generare efficienza e risparmi significativi. Nei numeri questa tendenza si esprime con l’80% delle società americane e oltre il 70% di quelle inglesi che giudicano molto importante il ruolo delle soluzioni software in un’ottica di risparmio energetico.

In altre parole tool di virtualizzazione, di server e storage consolidation, di power management e più in generale di efficientamento energetico di reti e sistemi – fra cui si citano tanto i pc quanto i mainframe – sono preferibili alla mera sostituzione della vecchia macchina con una nuova. L’indagine in proposito rileva come la maggior parte dei budget stanziati per lp’It (il 90% negli Usa, l’80% in Uk) preveda in lista soluzioni software per abbattere i consumi energetici.
Il sasso nello stagno è lanciato, ai lettori (e ai produttori di hardware in particolare) la replica.

luca valente

Blogger, copywriter, markettaro, divoratore di informazioni e sogni. mi chiamo luca valente e mi occupo di posizionamento sui motori dir ricerca. Secondo le definizioni tanto di moda nel mondo business sarei un consulente marketing. Io preferisco dire che aiuto le aziende a ottenere di più. Non è abbastanza?

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3684 days ago